Scritti

Alfabeto ritmico

mercoledì, maggio 26th, 2010

Ora che sei partita

Guarda come hai lasciato

Tutto il disordine nelle vene

che non ne vuole sapere di risalire

le cose che ti ho dato

sono tornate indietro

scaraventate da un temporale

in una quiete rinchiusa a chiave

e non si accendono stelle nei prati

i fiori che avevo scelto per te

saranno neve o lacrime se il sole

ritornerà

ma c’è un segreto che non ti ho svelato

tra le parole lasciate a metà

di un alfabeto ritmico

che non si fa imparare

mai

allento il nodo in gola

con vodka e maracuja

e la tua voce registrata

da qualche mini crociera che si

allontana

le cose che hai lasciato

sono rimaste dentro

la tua valigia troppo piena

col nuovo abito da sera

e forse è meglio evitare i saluti

e le promesse di scrivere poi

non mi accontenterò di te così

(forse non sai)

ma c’è un segreto che non ti ho svelato

tra le parole col fiato a metà

di un alfabeto ritmico

che non si può insegnare

mai

Amarena

mercoledì, maggio 26th, 2010

lo so
negare non si può
la paura c’è che tra noi sia seduta
l”abitudine

e mentre le auto abbagliano la mia
tristezza
io cerco una luna tagliata a metà
che mi consoli appena
per sopportare la calma delle stelle

lo so
avrei dovuto dirtelo
che il mio grigio si vestiva di blu
per portarti a cena fuori
nei posti dimenticati da tutti
forse eravamo troppo belli
per rallegrar poeti distratti
dall’infinito
lo so

ma ora sono quì
a scrivere di due acerbe sventure
lasciate galleggiare
sopra un’astratta solitudine

io ti dirò
ne so quanto te
un po’ mi spaventa vivere

ti dirò
anche se ti fa ridere
che forse meritiamo un po’ di più

di chi si accontenta di un fiore secco
dentro un vaso greco
di chi non ha scelto
e resta a guardare indietro

Anonima errante

mercoledì, maggio 26th, 2010

Si svegliò con la luna piena

Una pietra nella mano

Nell’altra il fracasso dei grilli

in tenuta d’assalto

La chiamavano libertà

Da tanto tempo impronunciabile

Prostituta abbandonata

nelle galere dei templi

Lei non aveva madri

Non aveva figli

Era troppo leggera per gli ideali

Fallire come un bisogno di vivere

Sentì di dover scappare

Scoprì di poter cadere

Senza mai morire

Era malata visionaria

Da tanti anni di delusione

Doveva esserci ad ogni costo

Un’altra strada

Dietro gli occhi di un bambino

Una giostra vissuta

Uno specchio senza fondo

Dove termina la mente

E poi il tuo sguardo

Che l’emozione ha fatto finta

di non capire

Per quelle labbra troppo giovani

che nessuno fino ad ora

ha potuto amare mai

Aprile

mercoledì, maggio 26th, 2010

Girano straziano il buio

Sotto casa tre gatti in amore

Siedo aspettando le ore

Da un sole a un lampione

Ora ho tutto il tempo che occorre per te

Ho risparmiato il dolore che hai speso per me

Canta ancora finestra d’aprile

Sotto ogni campo un cuore chiede di tremare

Il mio vetro appannato ha un inverno nascosto per te

Ha custodito il dolore che hai speso per me

Stelle svitate dal cielo

Dove vi ho conservato chissà

Il sonno regna lontano

Il rimpianto più in là

Ho cercato di perdermi in ogni paese da te

E ho ritrovato l’amore sciupato per te

Barafonda

mercoledì, maggio 26th, 2010

È in un attimo

Che ho creduto anch’io

Di imbrunire con il mare

Lui

Grande  fin laggiù

Lei

Una striscia blu

La

Dove il cielo si innamora

E a guardarli che si abbracciano

Dove il sole si consola

A occhi chiusi si abbandonano

Dove il cuore ha

messo sera

e un graffio lascerà

una scia che brucia e si porta via

che brucia e si porta via

È come in bilico

Che ho creduto mia (ahi)

L’incoscienza di brillare

Lui

Come robin hood

Lei

una freccia blu

La

Per colpire ancora il sole

E lasciarlo sanguinare giù

Per rinascere dal sale

A occhi chiusi far l’amore per

Paura di bruciare troppo

in fretta

Lungo quella via

Che sfuma e si porta via

Chi

mercoledì, maggio 26th, 2010

Chi ha rubato il tuo sorriso

Forse non sa

Che non potrà mai donarlo a nessuno

Il tuo perdono

Chi ha giurato sul tuo sorriso

Forse ha perduto

Solo una volta si può mentire

Il disamore non può guarire

Chi ti ha donato braccia leggere

Trame di un volo

Nel ritornello si può cadere

Una parola si può tradire

Chi ti ha sognato?

Dove ha dormito il tuo sorriso?

Controvento

mercoledì, maggio 26th, 2010

Se vuoi marciare contro vento

Vedrai non te ne basteranno cento

di questi giorni

Senza sputare e condannare

Convinto che sia il cielo ad accorciare

Quella distanza di umanità

Se vuoi fermare queste pietre

Dovrai saper capire anche i miei sbagli

senza dimenticare

Che un tempo non così lontano

Avresti odiato facile anche tu

senza problemi e un’arma in più

Perché non riesco più a passare sopra i guai?

Che hanno diviso le nostre paure

dentro i palazzi nelle notti scure

La fame per cui hanno lottato

si è presa in cambio gli occhi di quei figli

Ormai gia grandi

Ormai abituati a tutto

Tranne che ad ascoltare mentre chiedi

una carezza di musica

E hanno gridato tolleranza

Ma amare non vuol dire sopportare

La tua pietà

Se vuoi marciare contro vento

Vedrai non te ne basteranno cento

di questi anni di polvere

Perché non riesco più a parlare dei miei guai?

Facendo finta che sia niente

Che è solo la mia mente

Perché mi tengo in tasca questa malattia?

E vedo tutti contro tutto

E tutto contro niente

Perché il cielo non è come pare a voi?

Che avete angeli addestrati

E che cadete sempre in piedi

Figlio lontano

mercoledì, maggio 26th, 2010

Sui tuoi occhi ho fatto un voto

Ma non sono più capace

Di difendermi da solo

Di trovare un po di pace

E non voglio più partire

Lontano

cambiando soltanto la data

ai miei pensieri su di te

E non voglio più scappare

Cercando una scusa

Se trema la voce al telefono

Come stai?

Sui tuoi piedi ho fatto un sogno

Che provavi a camminare

Io imparavo ad insegnare

E ora non so più cadere

Ma tu mi hai donato il tempo

Il tempo di chiederti

Dove ho sbagliato la vita

Che mi dai

E se ti sorprenderai

Se un giorno davvero

Non avrò paura di sapere

Come stai?

Fuori margine

mercoledì, maggio 26th, 2010

Vivremo così

senza futuro

andremo avanti così

anche senza ali

dimenticando laggiù

la cattiva strada

e qualche buona occasione

staremo bene anche così

con poche parole

per quanto il tempo non sarà gentile

ci sarà sempre una porta aperta

le cose che non ti ho saputo dare

ti prego lascia una porta aperta

e se la paura vorrà ritornare

stavolta noi non la faremo sedere

davvero

un giorno ci asciugherà

quello che abbiamo perduto

e tutto ci  sembrerà

non essere passato

e staremo così

anche fuori margine

sempre contro qualcosa

che ci fa alzare la testa

da questa folla smarrita

e quando il cuore non vorrà ascoltare

ci sarà sempre una porta aperta

quando l’estate non saprà tornare

ci sarà sempre una porta aperta

e se la paura ci farà tremare

stavolta noi sì la faremo danzare

e se la paura ci farà tremare

stavolta noi sì la faremo danzare

davvero

Garrincha

mercoledì, maggio 26th, 2010

Nato sotto cattiva stella

Diseredato dalla guerra

Ti han ripescato

Ribattezzato zoppo

Passerotto del Maracanà

Spina dorsale fuori curva

Finta di corpo fuori tempo

La folla in piedi invoca il tuo volo

Dall’olimpo di un gregge minore

Manuel Dos Santos

Sotto il battito dell’ala destra

Hai seminato sconfitte di un popolo

in festa

hai raccolto bandiere

occhio ridente guizzo insolente

di mano in mano sei scivolato da chi

ti vestiva oro verde

Manuel Dos Santos

L’ultima palla ti ha trascinato in rete

Su qualche carro ubriaco

Nel carnevale di una gloria derisa

Ti hanno raccolto nel sonno

Da solo con la tua maglia tra il verde e l’oro

Rimesso in sella su quella stella

Sulla cattiva stella